RECENSIONI
Da anni lavora nel mondo dell’arte, provando, confrontandosi, percorrendo strade nuove. Giovanissima, s’e’ affidata all’informale, linee nette e volumi geometrici, poi lo studio della danza classica e la sempre maggiore padronanza delle diverse tecniche pittoriche l’hanno portata al figurativo: “cio’ che sento di rappresentare sono figure danzanti, delicati nudi femminili, visi molto espressivi, tutto cio’ che e’ antico e romantico”. Semplice e delicata come le sue pitture, ma allo stesso tempo come esse appassionata e forte nell’esprimersi, Barbara Furfari ha vinto nelle scorse settimane il riconoscimento ed il premio “Corriere dell’Arte” nel 14^ Concorso Internazionale di Pittura e Grafica “Il gioco nell’Arte” organizzato nella sale della sanremese villa Ormond dall’Associazione Culturale Italia e dalla Bottega d’Arte Sanremo di Maria Gioseffi . Barbara Furfari ha felicemente interessato per l’opera “Linee”, la rappresentazione in tenui tinte delle gambe di una giovane ballerina. L’autirice, con leggerezza del tratto, con l’evanescenza dei particolari, in uno sguardo che certo non penalizza ma mette in risalto la dolcezza e la grinta di quel passo di danza, lascia intravedere l’amore che deve averlo forgiato, focalizza la parte piu’ importante di quel corpo, ci obbliga a dimenticare, a cancellare del tutto anche dalla nostra immaginazione le sembianze di un viso. E’ un esempio alto della raffinatezza che l’artista scorge nel mondo delle Fracci e dei Bolle, nel suo rigore, e’ la costruzione, anche in altre opere, di una dimensione che viene si’ fotografata ma, e qui a parer nostro sta la bravura della Furfari, ripensata secondo la sua sensibilita’, liberata da certa rappresentazione cui siamo abituati e costruita in maniera eccellente con l’esatto studio della figura, con il sapiente apporto cromatico, con la realizzazione anatomica che puo’ tranquillamente rimandare lo spettatore ad antichi maestri.
Abbiamo tra l’altro ammirato, nel sentire delle cose appena dette, un suo “Giulietta e Romeo”, dove traspirano l’abbandono di lui come la disperazione di lei, essenziali nell’esattezza del movimento, un “Nureyev” che accomuna la bellezza dei tratti e la reinvenzione dello sguardo, dettato magari da un ricordo o da una sensazione personali, certi nudi femminili in tutta la loro prorompente e spavalda bellezza, la reminiscenza ovattata di “Sala della musica”, lo sguardo agli elementi scenografici di “Presagio” che diventano protagonisti con le movenze dei ballerini. Piace la ricerca di perfezione, di studio, di ricerca continua, di passione del desiderio di rappresentare questo o quel viso, di renderlo come in uno specchio all’uomo di oggi (si pensi alla Rossella di “Via col vento”, viva immagine dello schermo): i premi conseguiti in passato stanno gia’ a dichiarare il percorso fatto, questo del “Corriere” vuole essere un ulteriore testimonianza nei confronti del riconoscimento che l’artista merita.
Elio Rabbione
“Il Corriere dell’Arte” , 07.12.07
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Di fronte un foglio bianco e tante, tante idee e cose da fare che frullano in testa, ma una fa capolino,un impegno preso; presentare una pittrice. Una persona molto graziosa, cordiale, semplice e solare… ma tutto questo non centra cio’ di cui devo parlare e’ la pittrice o meglio dell’artista Barbara Furfari. Se pur giovanissima la sua esperienza artistica parte da lontano con il bisogno pressante di stendere su fogli di carta, tele e quant’altro un fermento artistico interiore, ed e’ così che i suoi primi lavori si esprimono nell’informale, direi con notevole e personalissimo equilibrio, crescendo sempre piu’, formando la personalita’, il carattere, il suo io. Il contatto con il mondo artistico, la scuola di pittura e tanta voglia di fare trasformano la giovane artista: i paesaggi dal vero, gli interni, le composizioni, tutto questo inevitabilmente la conducono allo studio della figura, dell’anatomia che con tanto lavoro si completa raggiungendo una armonia stilistica e cromatica che riesce a comunicare con il fruitore delle sue opere in modo immediato esaltando il suo io e la robusta personalità.
Forse davanti a se’ ha ancora un lungo cammino perchè qui non riuscira’ a fermarsi, una continua ricerca a largo spettro: aspettiamoci molto e molto ci darà’. L’arte non ha un punto fermo dove arrivare e con lei percorreremo questa lunga strada che senza dubbio dara’ soddisfazioni. Gia’ in molte occasioni, mostre, concorsi si e’ fatta notare ottenendo consensi dal pubblico e dalla critica, ma il riconoscimento maggiore che si aspetta e’ e sara’ il nostro, di noi tutti se con il suo lavoro riuscira’ a comunicarci i suoi stati d’animo, a mettere a nudo il suo io ad emozionarci regalandoci istanti di piacere.
Franco Lange’
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